venerdì 30 marzo 2012

Recensione "Un uso qualunque di te" di Sara Rattaro


Titolo: Un uso qualunque di te
Autore: Sara Rattaro
Casa editrice: Giunti A
Data di uscita: 14 Marzo 2012
Pagine: 208
Prezzo: € 12,00 
È quasi l’alba di un giorno di primavera e Viola, madre e moglie inquieta e distratta, riceve una telefonata. È il marito che le dice di correre subito in ospedale. Ma Viola non è nel suo letto. Comincia a rivestirsi in fretta e, tra un reggicalze che non si chiude e le décolleté lasciate chissà dove, cerca di richiamare Carlo per sapere in quale ospedale andare e che cosa sia successo.
E così sullo scolorare della notte, mentre i semafori si fanno sempre meno luminosi e i contorni delle strade diventano più netti, Viola arriva dove avrebbe dovuto essere da ore.
Quella che ci racconta senza prendere mai fiato è una vita fatta di menzogne, passione, tradimenti, amore, sensi di colpa e rimpianti.
Ma adesso non è possibile mentire, il terrore e la verità la aspettano in quella stanza d’ospedale dove le sue bugie non la potranno più aiutare.

Il libro si apre con una telefonata nel cuore della notte. A riceverla è Carlo, marito di Viola e padre di Luce.
Luce  è in ospedale, e, stranamente, Viola non è  nel suo letto, al fianco del marito.
Viola è con un altro uomo, conosciuto poco tempo prima.
Carlo è perdutamente innamorato di Viola, ma lei non riesce a ricambiarlo come dovrebbe.
Perché Viola è una donna, una moglie, una madre, tutt’altro che perfetta.
E allora, nel romanzo, somigliante più a un diario, si alterneranno capitoli ambientati nel presente, e più precisamente nella notte della chiamata, ad altri, che narreranno il passato di Viola.
E, proprio grazie a questi capitoli, riusciremo  a capire chi è veramente Viola, ad affezionarci a lei e a capire perché ha fatto quello che ha fatto.

Un uso qualunque di te è un romanzo di poche pagine (200 circa), con un font gigantesco e un’interlinea dalla terrificante spaziatura (unica nota dolente nella parte “grafica” del libro); e l’autrice scrive in modo incredibilmente scorrevole, alternando narrazione di eventi a pensieri personali di Viola, con frasi concise  e dirette. Il tutto non può che portare ad una lettura incredibilmente veloce.

Io ho apprezzato molto il romanzo, mi è piaciuta la storia, mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi, e mi è piaciuto il modo di scrivere dell’autrice.
Però (arriva anche qui il tanto temuto però) ho avuto una strana sensazione, che ho riscontrato nella parte centrale del romanzo.
Mi è sembrato che l’autrice avesse ancora tanto da dire, eppure la parte centrale (una cinquantina di pagine, diciamo) mi è sembrata un po’ confusionaria.
Il tutto però si è ripreso in un finale meraviglioso e carico di emozioni, che mostra (finalmente!) una Viola più vera, più autentica, più umana.

Spendo poche parole per quanto riguarda il “look” del libro. Come ho detto prima, le uniche note dolenti sono il font enorme e l’interlinea eccessiva, per il resto trovo sia tutto bellissimo.
Dal titolo assolutamente meraviglioso, alla bellissima copertina, all’ottimo prezzo. Nient’altro da aggiungere.

Infine, consiglio questo libro sì alle amanti del genere; ma non solo. Perché Un uso qualunque di te non è il solito romanzetto rosa dal finale strappalacrime. Un uso qualunque di te è un romanzo forte. Proprio come la sua protagonista.

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