venerdì 26 luglio 2013

Recensione "Tutto l'amore di nonna Lola" di Cecilia Samartin

Titolo: Tutto l’amore di nonna Lola
Titolo originale: Mofongo
Autrice: Cecilia Samartin
Editore: Anordest
Data di uscita: 30 Maggio 2013
Pagine: 480
Prezzo: EUR 14,90
Voto: ♥♥♥♥
Sebastian è un bambino nato con una malformazione cardiaca che non gli permette di correre, di giocare a pallone, di fare qualsiasi sforzo. Ne deriva una sua emarginazione anche a livello scolastico. Ed è proprio all'interno del gruppo classe che emerge la prepotente personalità di un "bulletto" che lo perseguita umiliandolo e denigrandolo fino alla violenza fisica. Inoltre i suoi genitori hanno avviato pratica di separazione e ciò si ripercuote negativamente sia su Sebastian che su sua sorella di qualche anno più grande di lui. Ciò nonostante Sebastian riesce a trovare un punto di riferimento nella sua eccentrica nonna Lola. Fra il bambino e sua nonna si instaura un rapporto basato sulla grande passione che nonna Lola ha per la cucina, in particolar modo per le ricette caraibiche, terra da cui la sua famiglia proviene. Ed è proprio grazie ad esse che nonna Lola riesce a ricreare quelle atmosfere d'antan, quei sapori di cui non vuole perdere il ricordo, anzi desidera trasmetterlo alla sua famiglia e soprattutto a Sebastian, fino a coinvolgerlo, nonostante i suoi sette anni, nella preparazione di quelle particolari ricette di cui diventa un grande - piccolo chef. Fino a quando il suo cuoricino resiste... È la storia di un bambino che grazie al grande amore di sua nonna e nonostante una famiglia disgregata è riuscito a convivere con la morte e a godere anche di momenti di inaspetta-ta felicità. In appendice sono riportate le ricette di nonna Lola, un regalo della cucina caraibica.
Recensione
Sebastian ha undici anni e una grave malformazione al cuore. A causa di questo suo problema non può correre e non può affaticarsi troppo, così ha diverse difficoltà ad integrarsi con i propri compagni a scuola. Uno di questi, Keith, è il tipico bulletto che, noncurante della malformazione di Sebastian, lo prende in giro e lo sfida in continuazione.  A casa, la situazione di Sebastian non migliora: sua madre e suo padre stanno per divorziare, e Sebastian teme che la causa sia lui.
Sebastian si sente bene solo quando sta con la sua mite nonna Lola, il bambino si culla e trova rassicurante la monotonia della sua vita, e ama osservare le foto di tutta la sua famiglia sulla parete della casa della sua abuela.
Un giorno Sebastian, andando proprio a casa della nonna Lola, la trova riversa sul pavimento. Dopo qualche giorno di coma, dopo che tutti i figli della nonna Lola, mamma di Sebastian compresa, sono stati costretti a “tollerarsi” nonostante non si parlino da anni, l’anziana si risveglia.
Ma la nonna Lola non è l’innocua vecchietta che Sebastian conosceva, è una donna energica e vitale, e i suoi figli sostengono che fosse così prima di un incidente avvenuto anni prima.
A Sebastian, però, questa “nuova” abuela che gli racconta storie di quando viveva a Puerto Rico e con la quale cucina tanti piatti deliziosi ed esotici piace tantissimo, ed è intenzionato a stare con lei sempre, per il tutto il tempo – probabilmente poco- che gli rimane.

Tutto l’amore di nonna Lola è uno di quei romanzi che, pur trattando di argomenti tristi o comunque “difficili”, riesce a farlo dimenticare al lettore, tramite colori, emozioni, sensazioni e, in questo caso, delle ricette e delle leggende di un posto lontano e sconosciuto.
Nonostante la prima parte del libro sia un po’ lenta e faticosa da leggere, dopo poco diventa naturale immergersi nella storia e farla propria.
I due protagonisti, Sebastian e la nonna Lola, sono senza dubbio i personaggi meglio riusciti e maggiormente caratterizzati del romanzo, così reali che ti sembra di conoscerli e allo stesso tempo quasi eterei, inafferrabili.

Se dovessi dire, in due sole parole, di cosa parla Tutto l’amore di nonna Lola probabilmente la mia risposta sarebbe “sofferenza” e “famiglia”.
In questo romanzo, in un modo o nell’altro, tutti i personaggi sono collegati dall’invisibile ma indissolubile legame della sofferenza causata, spesso involontariamente, dai propri confamiliari.
Cecilia Samartin scrive bene, nonostante alcune descrizioni non essenziali ai fini della storia decisamente troppo prolisse.

Il voto che do a questo romanzo, come ormai avrete capito, è di 4 stelline. Lo consiglio a chiunque voglia una storia vera, un po’ malinconica ma, allo stesso tempo, piena di speranza.
♥♥♥♥

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